sabato 20 maggio 2017

Ricordi per il futuro: c'era una volta Treviso di Mirko Trevisanello

"....Mirko Trevisanello, il pescivendolo-giornalista-scrittore, uomo di guerra e d'amore, che, dopo la morte, Treviso con fastidio si ostina a dimenticare, nonostante abbia lasciato libri fantasmagorici."
(da La Tribuna di Treviso)
 
Mirko Trevisanello
Editrice Canova
Lo ha accompagnato per tutta la vita, ricordandogli sempre da dove proveniva e dove poteva ritornare. Anche in situazioni drammatiche come la II guerra mondiale c'era sempre quel nome, Trevisanello, a rammentargli che Treviso e la sua gente lo aspettavano a casa. E lui non ha dimenticato. "Ricordi per il futuro. C'era una volta Treviso" (Editrice Canova, 25 mila lire) dello scrittore e giornalista Mirko Trevisanello è la testimonianza vivente di un uomo che ha visto e vissuto la Treviso degli anni delle guerre. E quanto non ha vissuto lo ha raccolto da una tradizione orale popolana, che tramandava usanze e linguaggi. Qui la storia ufficiale dunque non... fa storia, appunto. Trevisanello ha tutto in testa: "Spero vi sarete accorti della quasi totale assenza di riferimenti cosiddetti storici. Poco o nulla conosco infatti della storiografia ufficiale di Treviso - scrive Trevisanello - C'era una volta... Statene pur certi, la Treviso di cui vi parlerò io ve la propinerò in questa maniera. E così il mio ricordare diventerà un po' vostro, anzi sono sicuro che vi coinvolgerà molto di più che non una delle tante inutili tirate saputone da primi della classe". Palco in prima fila, come lo chiama lui, è innanzitutto la bottega del padre pescivendolo nella quale vede sfilare ogni giorno tutta la trevigianità di allora. Poi i suoi occhi e le sue orecchie, fedeli compagni di tante avventure ed esperienze. I luoghi (Cae de Oro, piazza dei Cunici poi San Vio, piazza Duomo, la montagna dei poareti, piazza dei Signori), i volti (il conte Rinaldi, el sior Caccianiga, Bepi Mazzotti, Bruno Marton, Toti Dal Monte), i vecchi piatti (risi e bisi, risi co' a lugànega, a sopa coada, bogoeti ajo e ojo, poenta co' i osèi) e addirittura i 'mistieri scomparsi' (el pontapiati, el caregheta, el moleta, el strassariòl) sono tutti lì, più vivi che mai grazie alle sue 'pennate' vivaci. C'è tutto insomma, anche se qualcuno tra i più giovani potrebbe notare l'assenza di luoghi che gli sono oggi noti. Il motivo c'è e fa parte ancora una volta delle esperienze umane di un popolo: "Molto probabilmente ci sarà chi, lettore giovane (mi piacerebbe tanto averne) si chiederà come mai io non faccia alcuna menzione di certe vie o piazze cittadine. Cari lettori giovani, quelle vie e quelle piazze non esistevano: le 'crearono' le bombe nel corso dell'ultima guerra". Il suo però non è il libro di un vecchio nostalgico: primo, perché nonostante i suoi 75 anni Trevisanello vecchio non si sente proprio per niente, secondo perché "Ricordi per il futuro" (e il titolo lo conferma) è un libro di speranza per gli anni avvenire, rivolto ai trevigiani e alla loro trevigianità più genuina: "Non ho scritto questo libro solo per evocare Treviso - spiega l'autore - Ma per difenderla. Che combattente sarei altrimenti? Difendere la città in cui sono nati i miei antenati, ma soprattutto proteggere la sua lingua. L'appello che lancio ai giovani è proprio questo: difendete la vostra cultura e la vostra lingua".

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