sabato 10 giugno 2017

La Bottega dei Ricordi : Sant'Agostino

La Bottega dei Ricordi
SANT’AGOSTINO
di Mirko Trevisanello


La Chiesa di Sant’Agostino, almeno all’epoca in cui ragazzo frequentavo ancora le chiese,conosceva qualche momento di vivacità il 14 di febbraio,festa di San Valentino,cui il bravo santo filosofo prestava la sede, perché non esistono chiese dedicate al protettore degli innamorati.
La sagra consisteva in tutto e per tutto in tre bancarelle di giocattolini insignificanti.S.Agostino per noi era anche piazza del Grano,che noi consideravamo un vasto campo giochi, in quanto nelle giornate in cui non c’era il mercato,era quasi sempre vuoto. Eccetto che quel fatidico 29 settembre 1938, allorquando un grande podio a forma di fascio littorio, situato a metà della piazza,divenne per poche ore il centro dell’attenzione nazionale.Da quel podio infatti il Duce arringò fieramente le poche migliaia di trevigiani in delirio e la città ne fu letteralmente sconvolta.
Dicono che ci fossero persino questurini del servizio speciale travestiti da suore….tanto è vero che non furono poche le nuore del padreterno ad essere guardate con diffidenza dalla gente.
Poi col passare degli anni la mia Sant’Agostino cominciò a piacermi di più, per via di una osteria sotto il portico, ‘ al Fornareto’,dove assieme ai primi calici di buon vino che bevevo nella vita, cominciai a godere delle mature grazie di una fantesca che prestava servizio nell’abitazione di un noto dottore là presso….

Impossibile dimenticarsi degli amici che con il loro sostegno finanziario permettevano alla sgangherata redazione de Il Nuovo Cagnan di sopravvivere col roseo foglio.
Li ricordiamo in ordina sparso : Ghezzi (Articoli in plastica e per regalo) ; Pavan (tessuti e tendaggi); Orologeria e Gioielleria Gobbetto ; Filiberto Altinier ; Antonio Caratti (Frutta e verdura).
Il figlio del signor Gobbetto continua l’attività : La Miniera si occupa soprattutto di gemme, dell’analisi e del taglio di pietre preziose.
Ancor oggi è possibile entrare nella pizzeria ristorantino della famiglia Catello.La bontà e la buona accoglienza qui sono proverbiali.
I figli di un grande artista,Mario De Nardi ( autore di pregevolissime incisioni all’Acquaforte),
continuano la tradizione della Lavasecco Sant’Agostino.


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Il Caffè delle Rose in piazza Burchiellati

Il Caffè delle Rose,giusto all’angolo fra via Manzoni e Piazza Burchiellati. Ha sempre
‘marcato’ la storia di queste contrade. Forse per via della sua storica fontanella :
anni orsono il Paolo (l’allora gestore del locale), aveva coniato una sentenza che restò
negli annali del Cagnan : “ anche una fontana d’acqua fuori dalle porte dell’osteria,
può disturbare ( i consumi n.d.r)”.
Dall’altra parte (l’altro angolo), dove oggi c’ è una banca, vi era il garage Canton,
storico noleggiatore di fiammanti Appia nere con conducente (il Febo), che accompagnava
a Cava Zuccherina (Jesolo) le famiglie nei giorni di festa comandata.
Altri tempi,certo.Ma Moreno nel suo Caffè delle Rose ha saputo mantenere intatta quella
atmosfera di dialogo e di cordialità che caratterizzavano allora l’antica osteria.L’antica
fontanella sembra sprizzare nuova vitalità, sarà anche per il savoir faire di Moreno e
Sara verso la clientela.
Colazioni con ottimi caffè e una vasta scelta di brioches e dolci ; pausa pranzo e aperitivi
con panini,tramezzini e altre ghiottonerie rigorosamente artigianali e… vi è sempre una
parola per tutti,una battuta,un ascolto sincero e mai untuoso. In fondo i locali trevigiani
sono proprio questo: una alternativa (per carità non facciamo politica!), al consumismo
dei rapporti venduti e vendibili.



Bartolomeo Burchelati o Burchiellati (Treviso, 13 giugno 154829 settembre 1632) è stato un letterato e storico italiano.
Era figlio del mercante Gian Battista e Paola degli Alberti. La famiglia era di origini modeste, ma benestante; considerati, inoltre, gli interessi culturali del padre (era appassionato di musica), il Burchelati ottenne una buona educazione sotto la guida di prestigiosi insegnanti.
Nel 1564 morì il padre e Bartolomeo, primo di sei fratelli, si dovette occupare degli affari di famiglia. Ciò, tuttavia, non interferì troppo con i suoi studi, tanto che nel 1572 si iscrisse alla facoltà di medicina e filosofia dell'università di Padova e, seguito dal celebre Girolamo Mercuriale, ne uscì laureato quattro anni dopo.
Si dedicò prevalentemente alla poesia e all'erudizione. La figura di Bartolomeo Burchelati è legata alla storia urbanistica e architettonica del centro di Treviso. Membro di una influente famiglia, fu proprietario di diversi edifici importanti del centro storico, inclusa la Torre del Visdomino. È da uno scritto di Burchelati (Sconci e rovine di Treviso) che si hanno le prime notizie attendibili sulle vicende storiche del Palazzo Bomben e di Palazzo Caotorta.
Scrisse anche un'opera storica, il Commentariorum memorabilium multiplicis historiae Tarvisinae locuples promptuarium (1616), particolarmente apprezzata dall'erudizione settecentesca.




domenica 4 giugno 2017

Il Nuovo Cagnan a Istrana

Il Nuovo Cagnan interviste ad Istrana con la trasmissione multimediale L'Italia del Gusto, per raccontare le storie della comunità e offrire un percorso del buon e bello vivere, che comprenda anche il mercato settimanale.

Istrana (Istrana in veneto) è un comune italiano di 9 299 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto. Istrana è conosciuta per il suo aeroporto militare sede del 51º Stormo dell'Aeronautica Militare.

Il comune d'Istrana si trova ad ovest di Treviso ed a est di Castelfranco Veneto. Confina con i comuni di Morgano a sud, Paese ad est, Piombino Dese (PD) a sud-ovest, Trevignano a nord e Vedelago ad ovest; le sue frazioni sono: Ospedaletto, Pezzan, Sala, Villanova.

Storia

Le origini del nome
L'etimo del toponimo è ancora discusso. L'ipotesi prevalente è che abbia origini latine, riferendosi a un appezzamento della centuriazione romana.
I reperti più antichi, molto numerosi, risalgono ai periodi preromano e romano. Una delle tracce più evidenti, a proposito, è la via Postumia, realizzata nel 147 a.C. dal console Spurio Postumio Albino Magno e che tuttora rappresenta un'importante arteria stradale che scorre in linea retta a nord di Sala.
I primi riferimenti toponomastici, comunque, compaiono a partire dal X secolo: Pezzan e Sala sono citate nel 996, Ospedaletto nel 997, Villanova nel 1014; Istrana, poi, è ricordata ancora più tardivamente (bolla Justis fratrum del 1152) tra le pievi della diocesi di Treviso.
Con la conquista della Serenissima, il territorio fu al centro degli interessi del patriziato veneziano che incentivò l'agricoltura ma anche l'arte locale (si ricordano alcune ville venete e le ricostruzioni di edifici sacri).
Durante la prima guerra mondiale Istrana si trovò nelle retrovie del fronte del Piave e ospitò un'infermeria, mentre a Sala venne aperto un aeroporto legato all'eroe Francesco Baracca. Degna di rilievo storico è la prima battaglia area dell'aviazione mondiale che si è svolta sui cieli di Istrana il 26 dicembre 1917
Anche durante la seconda guerra mondiale soffrì bombardamenti e rappresaglie vista la sua posizione strategica.

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa arcipretale

L'attuale chiesa arcipretale di Istrana, dedicata a san Giovanni Battista, risale al 1653, mentre la facciata è stata eretta nel 1824 su progetto di Andrea Bon.
A navata unica, è decorata da eleganti stucchi barocchi risalenti al '700. Gli splendidi affreschi furono realizzati attorno al 1780 dal pittore veneziano Francesco Zugno. L'altar maggiore è attribuito a Giorgio Massari e conserva due tele del pittore Amedeo Lorenzi, mentre una pala del Martirio di san Sebastiano, posta in un altare laterale, è attribuita a Palma il Giovane.

Villa Lattes

Costruita nel 1715 su progetto di Giorgio Massari, presenta una facciata a due piani con loggiato centrale a timpano, il tutto arricchito da eleganti cornici e balaustre. Ai lati, le due barchesse concave, con quella di sinistra terminante con la cappella gentilizia che contiene dipinti di Jacopo Amigoni. La villa è circondata da un elegante parco all'inglese.
L'interno conserva ancora testimonianze della ricchezza dei secoli di storia: mobili antichi, collezioni e preziosi permangono ancora a caratterizzare una vera e propria casa-museo.

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domenica 28 maggio 2017

Rinascono Le Giornate del Buon Evento..... a tutto Cagnan!

La redazione de Il Nuovo Cagnan, in collaborazione con la redazione di Borghi d'Europa, rilancia
l'antico progetto 'cagnanesco' de Le Giornate del Buon Evento.
Visite gustose ad aziende, borghi,territori, per raccontare di una informazione che ascolta.
Le prime tappe a Quinto e a Paese,in provincia di Treviso.





Il Nuovo Cagnan all'Osteria Toniolo a Treviso

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sabato 27 maggio 2017

I vini della Tenuta Barbon a Borghi d'Europa,alla Trattoria Antico Moncin

L'incontro a convivio presso la Trattoria Antico Moncin a Treviso, per ricordare Alfredo Beltrame
e il Maestro Toni Benetton, è stato accompagnato dai vini della Tenuta Barbon di Villorba.
L'Aperitivo è stato interpretato con il Prosecco Brut 'Marca Trevigiana'. L'antipasto di mazzette d'asparagi bianchi,in camicia di pancetta affumicata,gratinati al forno, con salsa al vino bianco
profumata di coriandolo, è stato accompagnato dal Manzoni Bianco, vendemmia 2016.
Il Manzoni Bianco è un vitigno di origine Trevigiana, ottenuto da un incrocio tra Resling Renano e Pinot Bianco, creato dal prof. Luigi Manzoni negli anni ’30.Il colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumo fine e delicatamente aromatico, gusto sapido fresco con una prevalente nota minerale. E, sempre il Manzoni,ha accompagnato anche i 'ravioloni con ripeino di ricotta e spinaci su vellutata di piselli freschi'.
Il Risotto al limone ed erba cipollina, ha conosciuto l'abbinamento con il Carmenere DOC Piave, così come il 'coniglio de casada al timo con contorno di patate al rosmarino fresco e carote alla mentuccia.
Il Carmenere è un vitigno di origine bordolese, produce un vino dal colore rosso rubino intenso, profumo erbaceo con note di pepe nero e frutti di bosco, dal gusto fresco, sapido ed armonico.
"L’esperienza vitivinicola della nostra famiglia- ci racconta Luca Barbon-, ha inizio con nonno Antonio, nato nel 1898, mezzadro per la famiglia Liberali di Montebelluna. Il figlio Lorenzo ereditò la passione per la terra, continuando a lavorare i terreni degli eredi della famiglia Liberali, i Rossi di Ferrara, fino alla fine degli anni ’60 quando, terminato il periodo di mezzadria, gli fu offerta la possibilità di diventare proprietario dei terreni. Consapevole dei sacrifici che avrebbe dovuto affrontare e grazie al sostegno della famiglia, in particolare del figlio Luca, nato nel 1976, l’azienda ha continuato la sua tradizione."
Nel 2006, Luca, appassionato enologo, prese le redini dell’azienda indirizzando la sua ricerca verso la coltivazione dei vitigni che esprimono il massimo in questi territori, con una viticoltura assolutamente rispettosa dell’ambiente, nello spirito dello sviluppo sostenibile. Attingendo alle più moderne tecnologie di vinificazione, ha raggiunto l’eccellenza nella produzione di vini di qualità che brillano per carattere e personalità.
Attualmente l’azienda stimolata dai risultati ottenuti, sta ampliando le proprie terre scegliendo i terreni migliori e vocati alle varietà dei nostri vini, recuperando e valorizzando vitigni come il Manzoni Bianco e il Carmenère.

+39 346 01 01 722
info@tenutabarbon.it

La famiglia Bresciani a Borghi d'Europa

Siamo nel Parco del Sile e quando succede di poter degustare le eccellenze locali,ecco che il pensiero e...il palato ci portano al pesce di fiume...
La famiglia Bresciani,di origine polesana,costituita da Francesco,Marilena e dalla figlia Francesca,opera nel settore ittico da quattro generazioni.
L'azienda" Troticoltura S.Cristina " si estende su una superficie di circa venti ettari, di cui oltre la metà di specchio d'acqua, dove vengono allevate, all'interno di un ambiente naturale, più di una ventina di specie di pesci d'acqua dolce, in oltre un centinaio di vasche apposite, dal fondale ghiaioso, approvvigionate con acqua attinta da pozzi e con acque derivate dal contiguo fiume Sile che, in questo tratto prossimo alle sorgenti, sono ancora pure e limpide. Attrezzata di moderne strutture ed impianti all'avanguardia per il monitoraggio continuo del tenore dell'ossigeno e della temperatura delle acque, è in grado di soddisfare l'intero ciclo produttivo dalla riproduzione, schiusa, avannotteria, novellame, al preingrasso e finissaggio. Già dal 1998, anticipando la decisione CE che dal I° gennaio 2001 vieta l'utilizzo e la detenzione di mangimi contenenti farina di carne, l'azienda ha preteso dai propri fornitori la disponibilità di materia prima contenente come fonte proteica esclusivamente farina di pesce ( pesce azzurro di basso pregio commerciale proveniente dai mari del sud America ). L'azienda produce e commercializza, consegnando con propri speciali mezzi di trasporto, alcune migliaia di quintali di pesci di trota iridea, trota iridea albina, trota fario, salmerino, storione, carpa comune, carpa erbivora, pesce gatto, pesce gatto americano, destinati al consumo alimentare, al ripopolamento di acque pubbliche e alla pesca sportiva. Da sottolineare che le trote allevate sono certificate con marchio di qualità .

Francesco e Marilena Brescaini hanno proposto all'incontro 'L'informazione che ascolta' presso lo Spazio Caffelarte di Paese, dei deliziosi crostini di triota affumicata e storione, che hanno letteralmente stregato i giornalisti e i comunicatori della rete Borghi d'Europa.

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Il Rosè Brut delle Cantine Pozzobon Rosalio di Volpago del Montello

Giuliano Pozzobon, dell'azienda agricola comm.Rosalio Pozzobon di Belvedere di Volpago del Montello, ha presentato allo stage 'L'informazione che ascolta' presso lo Spazio Caffelarte a Paese,
alcuni vini del proprio personalissimo catalogo.
Anzitutto il Rosè Brut , "... spumante dal colore rosa salmone pallido, perlage e grana fine e persistente.Possiede un profumo intenso e fruttato caratteristico del Pinot Nero.Gusto fresco ed equilibrato."
Viene prodotto in terreni propri collinari a Volpago del Montello,Vitigno 100% Pinot Nero.   Spumantizzato con metodo charmat lungo, ha un profumo intenso, complesso, con sentori floreali e molto fruttato, mela, pera e ciliegia. Al gusto morbido, elegante e di ottima struttura.
Dal corpo molto marcato, buona persistenza retro olfattiva.
Ottimo come aperitivo, delizioso a tutto pasto in particolare modo con piatti a base di
pesce, gradevole con carni bianche, formaggi in genere, perfetto con la pizza. 

Rosè Brut - Cantine Pozzobon